Carissimi lettori, oggi apriamo un’altra pagina di questo diario di bordo e parliamo più nel dettaglio di uno dei due album che mi ha accompagnato in questo lungo viaggio.

Sto parlando dell’ultimo album di Lady Gaga: Chromatica. Questo album è stato creato dopo che la cantante ha affrontato un periodo molto buio e nero che l’ha portata a cadere in depressione. La sua idea era quella di far ballare chi lo stesse ascoltando e di far si che l’uditore si dimenticasse delle difficoltà che sta affrontando e si trasportasse in un nuovo pianete di nome Chromatica, fatto di amore, speranza, gioia e di forza.

Facciamo insieme questo viaggio all’interno dell’album analizzando tutte le sue tracce e traendo una lezione molto forte.

Chromatica I: questo è un interlude che fa iniziare l’album. Ascoltandolo ti teletrasporta con la mente in questo pianeta fucsia di nome Chromatica dove tutto è possibile e dove la speranza governa al fianco dell’amore.

Alice: la canzone inizia con “my name isn’t Alice, but I’ll keep looking for Wonderland” (il mio nome non è Alice ma vado alla ricerca del Paese delle Meraviglie). Subito capiamo che siamo alla ricerca della felicità, quella che la cantante chiama Wonderland. Siamo alla ricerca di questo luogo, ma continuiamo a cadere sempre più giù. Però ciò non ci porta a fermarci e continuiamo a cercare la nostra felicità perduta.

Stupid Love: divenuto anche singolo dell’album, questa canzone parla di un amore, l’amore che la cantante aveva sempre cercato. Perché in questo momento nero l’unica cosa che noi cerchiamo è l’amore, quell’amore stupido, quasi effimero ma che pensiamo possa liberarci dalle catene che noi stessi abbiamo creato. Pensiamo che sia l’amore a farci trovare la pace perduta. Quell’arma potente che risolve tutti i nostri problemi.

Rain on me: secondo singolo estratto dall’album, la canzone è la chiave dell’album stesso. Parla delle lacrime che noi facciamo cadere dai nostri occhi nel momento in cui vi sono le difficoltà. La canzone dice “I’d rather be dry, but at least I’m alive.”( preferirei essere asciutta, ma almeno sono viva). Tutti preferiamo essere asciutti, preferiamo che queste lacrime, queste difficoltà non siano mai state parte della nostra vita; ma almeno siamo sopravvisuti. E allora balliamo, balliamo sulle nostre lacrime, balliamo sulle difficoltà perché siamo vivi. Balliamo perché queste difficoltà sono sciochezze, balliamo perché si possono risolvere. Continuiamo a ballare per renderci forti.

Free Woman: la canzone parla di come non si ha bisogno di un’altra persona per essere qualcuno. “This time, I’m only listening to me” (questa volta ascolterò solo me stessa). La cosa più importante da fare adesso è ascoltare noi stessi e capire cosa vogliamo davvero, iniziamo a capire che dobbiamo vivere per noi stessi e non per gli altri, iniziamo a capire che dobbiamo vivere i nostri di sogni e non i sogni degli altri. Solo così potremmo essere Free Woman, cioè persone libere.

Fun Tonight: parla di un dolore, un dolore dovuto dall’amore. Una ferita che continua ancora a sanguinare, una ferita aperta che sta portando ad alimentare un fuoco. Un fuoco che non si riesce a controllare. “Maybe it’s time for us to say goodbye” (è tempo di dirci addio). Perché? Perché con te mi sento male, perché con te non mi sento io, perché con te perdo il controllo di me stess*. Perciò, iniziamo ad avere il coraggio di dire addio a tutte quelle persone che nella nostra vita sono state nocive, che ci hanno manipolato, buttato giù e ostacolato. Iniziamo ad avere il coraggio di allontanarle, per amor proprio e per stare bene con noi stessi. Eliminiamo chi è stato nocivo nella nostra vita e teniamo chi davvero è fatto per noi.

Chromatica II: un altro interlude, questo ci porta nella seconda parte dell’album, una parte più cupa. Stiamo scendendo sempre di più in questo pianeta e stiamo per arrivare al cuore. Un cuore nero, fatto di tristezza e dolore.

911: terzo singolo dell’album, questa canzone parla della depressione in sé. Il ritornello detta: “My biggest enemy is me, pop 911” (il mio più grande nemico sono io, chiama il 911). Quante volte ci è successo? Ci è successo di ripetere frasi autodistruttive, di stare in una stasi biologica e di diventare così il nostro più grande nemico. Molto spesso non riusciamo ad andare avanti perché noi stessi ci buttiamo giù, noi stessi affondiamo sempre di più in questo dolore metafisico. Pronti a farci del male, pronti a distruggerci, pronti a sentirci sempre inferiori. Arrivando molto spesso a non farcela più, perché queste frasi rieccheggiavano nella nostra testa sempre più forti. Sprofondiamo, quindi, sempre di più nel loop senza sapere come uscirne.

Plastic Doll: la cantante si paragona a una bambola di plastica, ma non come tutte le altre poiché ha passato troppo tempo ballando tutta sola sulla stessa canzone, quindi è diventata più forte e non è per tutti gli uomini. Quante volte ci è capitato di passare molto tempo da soli e di crescere di più rispetto alle altre e sentirsi quasi un peso? Pensando che mai nessuno ci capirà davvero. Beh, non siete soli al mondo. E quello che noi chiamiamo peso risulta essere la maturità; molte persone come noi l’hanno raggiunta, molte altre no purtroppo. Per questo circondsatevi sempre di persone più mature di voi per essere sempre di più la versione migliore di voi stessi.

Sour Candy: la cantante qui si paragona a una caramella acida. “I’m hard outside but if you give me time, then I can make time for your love” (da fuori posso sembrare dura, ma se mi dai del tempo, allora posso trovare tempo per il tuo amore). Tutti noi all’inizio siamo delle caramelle acide, sopratutto in amore. Poiché gli altri ci hanno recato tante batoste da farci diventare duri, ma col tempo e se l’altro ha pazienza riusciamo a trovare il modo per amare l’altra persona. Bene, non nascondete mai i sentimenti, non reprimeteli mai. Trovate sempre del tempo per l’amore anche seprecedentemente c’è stato solo dolore.

Enigma: la canzone parla di un amore, un amore enigmatico, poiché la cantante stessa vuol essere un enigma. Vuole essere amante per una notte, vuole essere Jockers, vuole essere ciò che l’altro desidera. Enigma; quante volte abbiamo pensato di essere un enigma per rendere più interessante una relazione? Cercando di non essere noi stessi in un periodo in cui non ci piacciamo? Bene, ritorniamo noi stessi e iniziamo a piacerci perché solo così piaceremo all’altro.

Replay: “The scars on my mind are on replay” (le cicatrici nella mia testa sono in replay). In replay; penso che tantissime mie cicatrici sono ancora in replay nella mia testa. Ecco di che cosa parla questa canzone, di ferirsi. Quando si ama è intrinseco dentro di noi ferirci a vicenda, ferire l’altro anche se non si vuole. Ma se non si ama non si ferisce, uno implica l’altro. Alle volte non si sa chi abbia premuto il grilletto prima o se è stato premuto contemporaneamente da entrambi. Ma nel frattempo le cicatrici nella nostra testa sono in replay, il mostro che è dentro di noi continua a torturarci. E dopo che le ferite sono state fatte, dopo che ci stanno torturando, non sappiamo cosa dire o cosa fare. Ci facciamo logorare dal senso di colpa, dal dolore, da qualcosa che non può essere spiegata psicologicamente. Al posto di fare qualcosa ci facciamo torturare dai nostri mostri e andiamo in replay come un disco rotto.

Chromatica III: terzo e ultimo interlude dell’album, qui il viaggio continua verso qualcosa fatto di luce. Camminiamo verso una fonte di luce, qualcosa che ci da speranza e amore. Siamo nel cuore del pianeta Chromatica.

Sine from above: “I heard one sine and it healed my heart” (ho sentito un segnale dall’alto e ha curato il mio cuore). Eccoci arrivati alla guarigione, il viaggio sta finendo. Un giorno ci siamo alzati e abbiamo sentito quel segnale provenire dall’alto, il nostro cuore adesso è libero dalle catene che noi stessi abbiamo creato. Abbiamo imparato ad amarci, a esserre migliori amici di noi stessi. Abbiamo imparato a eliminare chi ci ostacolava, abbiamo imparato che i pensieri che noi creiamo nella nostra testa sono solo frutto di qualcosa che è partito da dentro di noi. Abbiamo imparato che le difficoltà si possono superare. Abbiamo imparato a ballare su di esse. Abbiamo imparato ad amarci e ad amare, abbiamo imparato ad essere maturi. Abbiamo imparato a vivere con amore e speranza. Abbiamo perso noi stessi all’inizio di questo lungo viaggio e adesso ci siamo ritrovati, più forti di prima. Tutto grazie a un segnale proveniente dall’alto, proveniente da noi stessi. Ora balliamo perché siamo liberi dalle catene, siamo felici.

1000 Doves: “Lift me up, give me a start cause I’ve been flying with some broken arms. Lift me up. just a small touch and I’ll be flying like a thousand doves” ( sollevami, dammi un inizio perché ho volato con le braccia rotte. Sollevami, solo un piccolo tocco e volerò come mille colombe). Questa strofa racchiude il significato di tutta la canzone. Molto spesso abbiamo camminato e volato con delle braccia rotte, cercando sempre di dare il massimo. Ma non ci riuscivamo, perché? Perché eravamo rotti, quindi avevamo bisogno di un semplice slancio per volare più in alto. Questo slancio molto spesso lo ritroviamo nei nostri amici, familiari, parenti, sconosciuti o nel fidanzat*. Basta questo semplice tocco per riuscire a volare più in alto, perché infondo dentro siamo tutti uguali. Cadiamo tutti e tutti abbiamo bisogno di questo slancio, di questo nuovo inizio. Di qualcuno che raccolga le nostre lacrime. Iniziamo a farlo, quindi. Chiediamo aiuto, chiediamo un nuovo inizio. Diamo un nuovo inizio a qualcuno, diamo una mano per poi volare in cielo come mille colombe. Stiamo volando, non vediamo più terra e da qui le difficoltà sono solo un puntino. Possiamo vedere chi come noi ha affrontato questo percorso difficile e adesso sta volando più forte di prima. Perché da lassù è tutto più bello.

Babylon: l’album si conclude con un inno a combattere per la propria vita. Siamo arrivati alla fine dell’album e del nostro viaggio. Siamo in volo adesso, siamo bellissimi. Ma le difficoltà non sono ancora finite. Il viaggio in sé non è finito, continuerà. Siamo arrivati a questo punto, dove voliamo insieme agli altri più forti di prima. Non facciamoci mai più buttarci giù né da noi stessi e né tanto meno dagli altri. Combattiamo per la nostra vita, buttiamo giù gli altri, i pettegolezzi, le cattiverie e l’invidia. Perché se siamo arrivati a questo punto del viaggio significa che siamo più forti di quanto pensiamo. Camminiamo sempre a testa alta, perché portiamo sul capo il peso della nostra vittoria.

Finisce così questa pagina di diario, spero di avervi incuriosito e spero che ascolterete l’album Chromatica. Spero che questa lettura possa essere un incip, un imput a cambiare e ad abbattere la negatività nella vostra vita.

Vi abbraccio, buon ascolto.

Il vostro Francesco.

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