feritaCiao a tutti lettori,
scusate l’assenza di un sacco di mesi, ma ho avuto troppi impegni e troppe cose per la testa. Per rimediare alla mia assenza oggi tratterò un argomento molto forte: le ferite emotive.

Prima di tutto cosa s’intende per ferite emotive. Una ferita emotiva è una ferita provocata da delle persone a noi care. Queste sono l’abbandono, il rifiuto, il tradimento, un’ingiustizia, un’illusione. Analizzando bene tutte queste ferite si vede che hanno una reazione in comune e cioè quella di non sentirsi più parte del mondo e di indossare una maschera emotiva. Le ferite emotive ti cambiano radicalmente, portandoti a diventare una persona diversa, ma in negativo. Queste ferite possono essere causate dai genitori (se è così sono le cosiddette ferite emotive d’infanzia) o da un amico, un parente. Molti di noi hanno provato sulla loro pelle almeno una di queste cinque ferite, altri le hanno provate tutte e cinque. Alcuni di noi le superano cambiando completamente il loro carattere e indossando una maschera, altri non le superano e ricorrono ad atti estremi come il suicidio. Per capire se avete avuto una ferita emotiva e come combatterla parto dalla mia esperienza personale. Io, ho provato la ferita dell’abbandono, del rifiuto e dell’illusione tutte e tre causate dalla stessa persona. Adesso non vi sto a raccontare la mia storia, perché è molto facile da intuire: quest’amica mi ha fatto illudere, mi ha fatto sempre pensare che mi amasse, io vedendo ciò mi sono dichiarato e lei mi ha rifiutato, dopo il rifiuto mi ha abbandonato togliendomi pure il saluto. Adesso sono quasi tre settimane da quando mi sono dichiarato e mi sento bene e in pace con me stesso. Come ho fatto? Ve lo spiego subito. I primi giorni sono stato di merda, ho pianto. Perché ho pensato che lei non sarebbe più ritornata, pensando che comunque la colpa era soltanto la mia. Per superare questo pensiero ho letto mille articoli sul rifiuto, ma non mi sono serviti a nulla. Così ho riflettuto razionalmente sulla questione, l’ho vista da un punto di vista esterno e ho capito che la colpa non era la mia, poiché mi sono fatto solamente usare senza capire qual era davvero il suo gioco. Una volta capito ciò mi sono perdonato, ho perdonato i miei errori, ho perdonato le mie azioni e ho perdonato lei, l’ho perdonata per ciò che ha fatto, per ciò che mi ha detto. Solo perdonando entrambi ho capito che anche senza di lei potevo tranquillamente stare e che senza di lei la mia vita è cambiata ed ha preso una piega diversa, molto più viva. Ho iniziato a vivere una vita a trecentosessanta gradi, senza rimpianti, senza rimorsi, senza paure. Sto vivendo la vita provando gioia per gli altri, e avendo fiducia e speranza che un giorno anch’io sarò felice con la persona che mi ama davvero. Ho imparato a vedere la parte bianca del lato nero, a gioire davanti le difficoltà e a usare tutte le mie forze per superarle.

In conclusione per superare una ferita emotiva bisogna realizzarsi, bisogna avere cura di noi stessi facendo ciò che ci piace, ponendosi degli obiettivi e superarli, perché si sa dopo una ferita emotiva ci si sente inferiore agli altri, ci si sente persi, si perde tutta la fiducia e l’autostima di prima. Per recuperarla l’unica cosa da fare è realizzarsi e perdonare se stessi per le scelte fatte, perché il passato non può essere cambiato, ma il presente sì. Ma realizzarsi non basta, bisogna anche accettare il fatto che questa ferita oramai fa parte di voi stessi e che vi terrete sempre con voi. Accettate il fatto che questa ferita vi cambierà, ma in positivo, perché vi renderà più forti e vi aiuterà a superare le paure. Ciò che non ti uccide, ti fortifica. Non fatevi uccidere dalle ferite emotive, facendovi diventare delle persone che non volete, facendovi vivere nel modo sbagliato, facendovi indossare una maschera. Le ferite emotive devono farvi diventare persone più forti, più determinate e pronte a tutto.

Se anche voi siete ‘vittime’ di queste ferite emotive e non sapete come superarle contattatemi alla mia email: francescomassaro15@gmail.com
raccontatemi la vostra storia e io vi aiuterò a superare quest’ostacolo.

Vi lascio con il testo della canzone di Noemi “Amen”: una canzone che parla di battaglie che ha dovuto affrontare nella sua vita e le ha superate dicendo basta, dicendo, appunto, AMEN.

Mi sono messa l’anima in spalla perché troppo stanca per camminare
Ho visto troppi squali venire a galla, troppi sogni andare a puttane
Ho preso in mano il mio cuore perché ha perso troppo sangue
A cercare invano le prove di quello che chiamate amore
Ho messo l’anima in pace perché è stata in guerra per troppo tempo
E dopo tutto questo tempo è diventata di cemento
Ho preso a calci il mio cuore perché aveva smesso di battere
Di fare l’amore
Ma ora basta, adesso dico
Amen
In terra come in cielo
Amen
Anche se non credo
Amen
Siamo il mondo intero
Amen
Ho riempito di fango i miei occhi per non vedere più vinti sul mio cammino
Dal dolore o dalla rabbia, per ingiustizia del destino
Ed ho ascoltato la mia pena
Perché la vita mi ha colpito troppe volte alla schiena

Ho messo il vestito migliore per la fortuna che ho di essere vivo
Anche se non mi aspetto che il mondo mi ringrazi per questo motivo
E chiedo scusa all’amore se non l’ho riconosciuto
Chiedo scusa al signore
Amen
In terra come in cielo
Amen
Ora che ci credo
Amen
Siamo il mondo intero
Amen
Amen
Siamo tutti figli della stessa terra e siamo in guerra
Amen, amem
Siamo figli della stessa guerra, in cielo come in terra

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