ferita prima e dopo
ferita prima e dopo

Ciao amici,
oggi voglio parlare con voi dell’abbattersi. Ci sono molte persone che si abbattono per qualunque difficoltà senza trovare una soluzione a un problema oppure in casi più estremi si suicidano.
A me due settimane fa è successo un’incidente davvero significativo. Adesso ve lo racconto:
venerdì 26 giugno alle 15.30 scivolai vicino la porta di vetro, mentre scivolavo questo vetro scoppia e mi lacera la parte sinistra della schiena. Corsi da mia madre per cercare aiuto, lei pensava che fosse una ferita da niente, invece era un taglio profondo, prende l’asciugamano e tampona la ferita, mio padre cerca di chiamare il pronto soccorso ma diceva che il numero era inesistente, così andammo tutti e tre al pronto soccorso con la macchina, intanto mia sorella da casa aveva avvisato il pronto soccorso di tenersi pronti che stavamo arrivando. Arrivati lì i medici mi misero su un lettino, mi portarono nel reparto del codice rosso e mi fecero la prima flebo per alimentarmi visto che avevo perso tanto sangue. Mi misero dei punti di sutura, i medici erano tranquilli, ma io no. Vedevano che ero agitato perché chiedevo a tutti i medici se riuscivo a sopravvivere. La mattina dello stesso giorno mi scissi su varie parti del corpo la data del concerto di Katy Perry, il mio idolo, e così per distrarmi mi chiesero del concerto e mi misero i punti sotto le note di Wide Awake e Unconditionally. Pensavo che era tutto finito, ma questi punti erano solo dei punti di sutura, non hanno messo dei punti normali perché avevano paura che nel mio corpo ci fossero dei pezzettini di vetro. Chiamarono l’ambulanza che mi doveva portare all’ospedale nel reparto ortopedia, ma quella non arrivava e io continuavo a perdere sangue. I volontari tamponavano il sangue dicendomi che non mi dovevo preoccupare, perché tantissime persone vengono al pronto soccorso per dei tagli col vetro e sono sopravvissute tutte. Finalmente arriva l’ambulanza e mi portano nella stanza dove dei medici mi vedono la ferita, non mi potevano operare subito perché avevo finito di mangiare troppo tardi. Sono arrivato in ospedale alle 18.30 e alle 20.30 mi hanno operato, in quelle due ore persi tantissimo sangue e mi continuavano a fare flebo alimentari. Arrivate le 20.30 mi portano in sala operatoria e mi fecero l’anestesia locale e una mezza anestesia totale (quando mi hanno fatto l’anestesia totale non ho sognato per niente). Finalmente uscito dalla sala il peggio era tutto finito e potei dormire in pace. Sono stato due giorni in ospedale, potevo stare anche un giorno, ma avevano paura che la ferita corresse infezione, poi avevo il drenaggio attaccato alla ferita. In questi due giorni i miei genitori non mi hanno lasciato mai e ho avuto delle visite dalle mie amiche e mi hanno fatto in totale 17 flebo. Sabato mattina il medico che mi ha cucito mi dice che il vetro ha tagliato tutti gli strati di carne, che la ferita era medio profonda, che ho rotto dei vasi e una vena, ha detto che se fossi stato più magro sarei rimasto paralizzato e avrei rischiato di lacerarmi gli organi, ma per fortuna è stato toccato solo un po’ il muscolo. La mia esperienza non è finita qui. Dovetti tornare per qualche medicazione, mercoledì questo mi hanno tolto i punti. La ferita era gonfia per colpa dell’ematoma, così alle 15.45 di mercoledì inizia ad uscirmi del sangue nero a fontana da un buchino piccolino, era normale perché era il sangue dell’ematoma vecchio che il corpo doveva espellere, infatti dopo questo “vomito” la ferita si sgonfia quasi del tutto. Il sangue continua ad uscire sia mercoledì che giovedì, venerdì pomeriggio si ferma. Venerdì mattina ho avuto il mio ultimo controllo e sono un po’ triste. Adesso mi sento meglio e posso dire che la mia brutta esperienza è finita.

Voi vi chiederete cosa c’entra la mia esperienza col non abbattersi mai. Dopo quest’incidente ho capito che la vita è davvero un attimo: adesso stai bene e dopo due secondi ti ritrovi all’ospedale in pericolo di vita. Perciò cari ragazzi non diventate Emo, non vi abbattete e non pensate mai di morire. Se in classe non vi accettano fregatevene e frequentate persone che vi accettano per quello che siate. Ragazzi gay o lesbiche se in classe c’è qualcuno che vi discrimina lasciateli perdere, perché non hanno capito nulla della vita, come ci sono persone omofobe ci sono anche persone non omofobe, ricordatevelo. Qualunque problema abbiate cercate di risolverlo e di essere forti, se cadete rialzatevi subito. Nella vita di periodi brutti ce ne sono a migliaia, non possiamo avere solo periodi belli. Affrontate con tutti i vostri artigli i periodi brutti, perché la vita è una e va vissuta al meglio.

Con questo vi saluto cari amici.

Vi abbraccio ❤ ❤

Francesco

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